Cosa vuole dire “fare SEO”

seo Torino

Farsi trovare su Google è la migliore pubblicità

Si dice che il posto più sicuro per nascondere qualcosa sia la seconda pagina dei risultati di Google. Una battuta che trova riscontro nella realtà, poiché raramente si scorrono gli esiti di una ricerca oltre la prima pagina.
L’imperativo diventa quindi riuscire ad apparire nelle prime posizioni della SERP (Search Engine Results Page) per le parole chiave che interessano al pubblico della nostra attività.

Apparire sì, ma dove serve

Perché è così importante individuare le keyword sulle quali lavorare? Consideriamo, ad esempio, un ristorante o un artigiano: generalmente queste attività servono chi risiede o è di passaggio entro una certa distanza chilometrica, per questo non hanno particolare interesse ad apparire in buona posizione in SERP che ricercano questo tipo di servizio in altre località.
Le parole chiave vanno quindi studiate considerando in primo luogo il visitatore tipo che si vuole attrarre, tenendo conto della concorrenza e analizzando il traffico relativo a quelle query di ricerca.
In questo primo momento è importante che la web agency lavori a stretto contatto con il cliente, per analizzare il contesto e pianificare le azioni successive.

Il posizionamento sui motori di ricerca

Una volta individuate le keyword si può cominciare ad agire per migliorare il posizionamento, ovvero quanto in alto nella SERP un sito appare per una certa query di ricerca. Prima di approfondire quali sono le buone pratiche che aiutano a farsi trovare meglio, c’è da notare che i risultati della prima pagina di Google non sono tutti uguali. Nelle primissime posizioni si possono notare delle formattazioni diverse o l’indicazione “annuncio”, in questo caso si tratta di inserzioni a pagamento attraverso la piattaforma Google Ads.

SEA (Search Engine Advertising) ovvero posizionarsi con Google Ads

Investire in pubblicità su Google è sicuramente efficace, ma ci sono casi in cui è più conveniente, altri in cui la concorrenza su una certa parola chiave è talmente alta da diventare decisamente oneroso. Una prima azione necessaria è una approfondita analisi delle keywords per ottimizzare i budget e valutarne la fattibilità di spesa.
Basare la propria strategia solo sul posizionamento a pagamento è consigliabile in un primo momento di lancio o per campagne limitate nel tempo, ma diventa sicuramente dispendioso sul lungo periodo.
L’obiettivo diventa quindi curare in maniera efficace la SEO (Search Engine Optimization) del proprio sito per posizionarsi in maniera organica.

Migliorare il posizionamento organico

Scalare le posizioni sui motori di ricerca non è istantaneo e non è definitivo, per questo la prima regola per una SEO efficace è diffidare dai consulenti-stregoni, che promettono di farvi diventare primi su Google in pochi giorni.
Il posizionamento è un processo che richiede un certo periodo e che va curato nel tempo, perché cambiano gli algoritmi di Google, cambia la concorrenza, cambiano le tendenze nelle query di ricerca.
Ci sono alcune regole che un sito web dovrebbe rispettare già in fase di progettazione per guadagnarsi i favori di Google e aiutare il posizionamento sui motori di ricerca.

L’Ottimizzazione SEO

Nella ottimizzazione per i motori di ricerca ci sono aspetti tecnici ed elementi di contenuto.
Nel caso di un sito esistente che vuole migliorare il posizionamento, un consulente SEO come prima cosa verificherà se ci sono errori importanti, quali sono i rimedi e quali le buone pratiche da integrare.
Una volta eseguita una SEO audit si può iniziare ad agire, tenendo sempre in considerazione le parole chiave utili.

Performance e SEO

La velocità è uno degli aspetti importanti del posizionamento poiché Google penalizza i siti eccessivamente lenti.
Ci sono diversi strumenti per valutare in maniera rapida la performance di un sito, tra questi il PageSpeed Insights di Google o GTMetrix. Quando si fa un test del proprio sito web con questi tool, la risposta spesso consiste in una lista non molto incoraggiante di semafori rossi e arancioni.
Un esperto SEO sarà in grado in primo luogo di consolarvi, poi di distinguere quali di questi errori sono davvero critici e quali sono meno influenti.
Ridurre il peso delle immagini, pulire il codice del sito, controllare quali dei vari tool installati sono davvero indispensabili sono tra le azioni che rendono un sito più veloce, ma la performance ha effetto limitato sul posizionamento se il contenitore è vuoto.

Ottimizzare i contenuti in chiave SEO

I contenuti sono i veri protagonisti dell’ottimizzazione. Non è solo quello che scrivi ad influire sul posizionamento SEO, ma anche la compilazione di title e metadesciption, il giusto utilizzo dei title, delle formattazioni e la cura dei campi alt delle immagini.
I contenuti devono naturalmente tenere conto di quali sono le keyword scelte per il posizionamento e possono diventare un’importante componente del marketing.

Il Content Marketing

Fare marketing con i contenuti significa pianificarli e scriverli con lo scopo di attrarre visitatori sul nostro sito, farli restare il più a lungo possibile e portarli a compiere una determinata azione, che può essere acquistare un prodotto, contattare il punto vendita o anche solo lasciare i propri dati per iscriversi a una newsletter o per avere un omaggio, come uno sconto o prodotto digitale.
Arricchire il sito web di contenuti significativi è un modo per renderlo interessante e utile ai visitatori, ma anche per migliorare il posizionamento: infatti, Google tiene conto della quantità e della qualità dei contenuti e premia i siti in cui i visitatori navigano a lungo.

La scrittura SEO

La prima cosa da dire è che non è semplice, la seconda è che a leggere un articolo scritto da un buon SEO Copywriter non si direbbe. Prima di iniziare a scrivere si valutano attentamente le query di ricerca interessanti, come svilupparle, il tono, la formattazione.
Sbaglia chi pensa che scrivere in maniera ottimizzata per la SEO significhi semplicemente ripetere più volte possibile una determinata keyword in un testo di trecento parole: gli articoli devono essere abbastanza interessanti da trattenere il visitatore, convincerlo a compiere un’azione (come già accennato, Google considera anche i comportamenti degli utenti), essere abbastanza lunghi e invogliarlo a tornare sul sito.

Quindi devo fare un blog?

Se vuoi fare content marketing, un blog aziendale è la soluzione migliore. Basta anche una sezione news sul sito web, l’importante è che sia aggiornata con una buona frequenza, perché non c’è niente di più scoraggiante per un visitatore che accedere a un blog con articoli vecchi.
Cercare le keywords giuste, studiare la stagionalità, realizzare un piano editoriale, scrivere contenuti significativi richiede competenze, ma anche il giusto tempo.
Rivolgersi a una web agency specializzata in ottimizzazione SEO è il modo migliore per avere la sicurezza di avere un blog aziendale curato, aggiornato e soprattutto efficace.

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