Open Data: cosa sono, come funzionano e perché sono importanti

Open Data

Definizione, licenze, dati geografici, GIS e Geoportali: la guida di Vertical sugli Open Data

In breve: gli Open Data sono dati pubblici resi disponibili in formato aperto e leggibile da programmi informatici, rilasciati con una licenza che ne permette il riutilizzo da parte di chiunque — anche per scopi commerciali — gratuitamente o a costi marginali, come previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale. Una parte rilevante di questi dati ha natura geografica: mappe, confini amministrativi, infrastrutture, uso del suolo.

1. Cosa sono gli Open Data

Gli Open Data sono dati, spesso di provenienza pubblica, resi disponibili secondo tre condizioni precise: una licenza (o una previsione normativa) che ne autorizza l’utilizzo da parte di chiunque, anche a fini commerciali; un formato aperto e leggibile automaticamente da un programma, corredato dei relativi metadati; la gratuità, o al più un costo limitato ai costi marginali di riproduzione e diffusione. È così che li definisce il Codice dell’Amministrazione Digitale. Non significa “senza copyright”: significa che il titolare del dato concede in anticipo, tramite licenza, il diritto di riutilizzarlo. Una parte rilevante degli Open Data ha natura geografica, ed è proprio quella che può essere caricata in un sistema GIS per essere analizzata e incrociata con altri dati territoriali.

2. Quali caratteristiche hanno gli Open Data

Non basta che un dato sia pubblicato online perché sia davvero “aperto”. Le caratteristiche che lo rendono tale sono:

  • Licenza aperta — autorizza l’uso, anche commerciale, in genere richiedendo solo la citazione della fonte (es. Creative Commons, IODL).
  • Formato aperto e machine-readable — leggibile da un software senza bisogno di strumenti proprietari (CSV, JSON, GeoJSON, Shapefile, e non un PDF scansionato).
  • Metadati — descrivono cosa contiene il dataset, chi lo ha prodotto, quando e con quale frequenza viene aggiornato.
  • Accessibilità — scaricabile via internet senza barriere tecniche o registrazioni complesse.
  • Gratuità — o al più un costo limitato alla riproduzione e diffusione.
  • Aggiornamento — un dataset abbandonato perde valore anche se tecnicamente resta “aperto”.

3. Open Data e Pubblica Amministrazione

Per un ente pubblico, pubblicare Open Data non è solo un adempimento: è trasparenza verso i cittadini, base per il riuso da parte di imprese e ricercatori, e presupposto per l’interoperabilità tra banche dati di enti diversi che oggi spesso non si parlano tra loro. La Direttiva europea (UE) 2019/1024 sui dati aperti e il riutilizzo dell’informazione del settore pubblico, recepita in Italia con il D.Lgs. 200/2021, introduce il principio di “openness by design and by default”: i dati pubblici dovrebbero nascere aperti, non essere aperti a richiesta. Nella pratica significa passare da un patrimonio informativo pubblico disperso in archivi interni a un patrimonio effettivamente valorizzato — anche come base per servizi digitali migliori.

4. Cosa sono gli Open Data geografici

È qui che il tema riguarda direttamente il lavoro di Vertical. Vale la pena distinguere alcuni termini che vengono spesso usati come sinonimi:

  • Dati tabellari — numeri e testo senza alcun riferimento a una posizione sul territorio.
  • Dati geografici — hanno una componente spaziale: coordinate, punti, linee, poligoni.
  • Dati cartografici — la rappresentazione visuale, su mappa, dei dati geografici.
  • Servizi cartografici — standard (WMS, WFS) che erogano quei dati via web, in modo che altri software li possano leggere.
  • WebGIS — l’applicazione web che permette di consultare, interrogare e talvolta modificare quei dati da browser.
  • Geoportale — la piattaforma che cataloga e distribuisce l’insieme di questi servizi per un ente o un territorio.

Un Open Data geografico, in pratica, è quasi sempre un Database Topografico o una sua porzione, reso disponibile con licenza aperta attraverso uno di questi canali.

5. Come vengono pubblicati gli Open Data geografici

Il percorso che un dato geografico compie prima di arrivare a un cittadino o a un professionista segue in genere questo schema:

Come un Open Data geografico arriva dal database al cittadino attraverso un Geoportale.

Il dato viene prima raccolto e organizzato in un database strutturato, poi esposto tramite servizi standard che ne permettono la lettura da parte di altri software, quindi indicizzato in un catalogo con i suoi metadati (in Italia, il riferimento è il Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali) e infine reso consultabile e scaricabile tramite un Geoportale — il punto di accesso pensato per chi quel dato lo deve usare, non solo per chi lo produce.

6. A cosa servono gli Open Data geografici

Alcuni esempi concreti di utilizzo, dal problema al beneficio:

  • Urbanistica — problema: verificare vincoli e destinazione d’uso di un’area prima di un intervento; con l’open data: si consulta direttamente il PRG digitalizzato; beneficio: istruttorie più rapide, meno errori di interpretazione.
  • Ambiente — problema: individuare le aree a rischio idrogeologico; con l’open data: si incrociano uso del suolo e reticolo idrografico; beneficio: pianificazione preventiva invece che reattiva.
  • Mobilità — problema: capire dove intervenire sulla viabilità; con l’open data: si analizzano i dati aperti su strade e trasporto pubblico; beneficio: interventi mirati sui punti critici reali.
  • Infrastrutture — problema: evitare di danneggiare reti tecnologiche durante uno scavo; con l’open data: si consultano i catasti delle reti (es. dati SINFI); beneficio: cantieri più sicuri, meno interruzioni di servizio.
  • Protezione civile — problema: coordinare un intervento in emergenza; con l’open data: si dispone di mappe di rischio e risorse territoriali aggiornate; beneficio: risposta più rapida e coordinata — è il caso, ormai storico, della mappa Covid-19 della Protezione Civile, tra i primi esempi italiani di adozione di massa degli open data.

7. Open Data e GIS

Un Open Data geografico diventa davvero utile quando entra in un sistema GIS: caricato in QGIS, può essere messo in relazione con altri livelli informativi (uso del suolo, viabilità, vincoli) per un’analisi spaziale; salvato in un database PostGIS, diventa interrogabile insieme a tutti gli altri dati di un sistema informativo territoriale, anche da più utenti in contemporanea. Non è un passaggio automatico: un dato aperto ma in un formato non standard, senza metadati chiari, richiede comunque un lavoro di validazione e integrazione prima di poter essere usato con affidabilità in un progetto GIS. Chi vuole imparare a farlo può partire dal nostro corso QGIS.

8. Open Data e Geoportali

Un dataset aperto ma difficile da trovare, capire o scaricare resta, nei fatti, poco utile. Il Geoportale è lo strumento che risolve questo problema: rende i dati territoriali di un ente trovabili tramite un catalogo, consultabili su mappa senza bisogno di software specialistico, comprensibili grazie ai metadati, scaricabili nei formati standard e quindi riutilizzabili da chi ne ha bisogno — cittadini, professionisti, altri uffici dello stesso ente. Vertical realizza Geoportali Comunali proprio con questo obiettivo: trasformare un patrimonio di dati geografici, spesso disperso tra più uffici, in un punto di accesso unico. Approfondisci con il Geoportale Cartografico.

9. Cosa NON sono gli Open Data

Due confusioni ricorrenti, utili da chiarire.

Open Data e Open Source: qual è la differenza?

Riguardano due cose diverse. L’Open Source è una licenza applicata al codice sorgente di un software, che ne permette lo studio, la modifica e la redistribuzione. L’Open Data è una licenza applicata ai dati, non al software che li elabora. Le due cose sono indipendenti: esiste software open source che elabora dati chiusi, ed esiste software proprietario (come molti WebGIS commerciali) che elabora ed espone dati aperti.

Open Data e dati pubblici sono la stessa cosa?

No. “Pubblico” descrive la titolarità del dato — chi lo produce o lo detiene, tipicamente un ente pubblico. “Aperto” descrive le condizioni con cui quel dato viene reso disponibile: licenza, formato, gratuità. Un dato può essere pubblico ma non aperto — per esempio se pubblicato in PDF non riutilizzabile, o senza alcuna licenza che ne chiarisca le condizioni di riuso.

10. Come può aiutare Vertical

Vertical affianca amministrazioni pubbliche piemontesi in ogni fase di questo percorso: organizzazione delle banche dati esistenti, gestione dei dati geografici, pubblicazione di Open Data come servizio ai cittadini attraverso strumenti open source, realizzazione di soluzioni WebGIS e Geoportali, lavoro sull’interoperabilità tra banche dati di uffici diversi dello stesso ente. Offriamo inoltre formazione al personale interno, perché la gestione degli open data non resti dipendente da un fornitore esterno.

11. Domande frequenti

Cosa sono gli Open Data?
Dati resi disponibili in formato aperto e leggibile da un software, con una licenza che ne permette il riutilizzo da parte di chiunque anche a fini commerciali, gratuitamente o a costi marginali.
Chi può utilizzare gli Open Data?
Chiunque — cittadini, imprese, ricercatori, altre amministrazioni — nel rispetto della licenza con cui sono stati rilasciati, che in genere richiede solo di citare la fonte.
Cosa significa “riutilizzare” un dato aperto?
Usarlo per uno scopo diverso da quello per cui è stato originariamente raccolto: un’analisi, un servizio digitale, un prodotto commerciale, uno studio.
Gli Open Data sono a pagamento?
No. Gli Open Data restano protetti da copyright, ma sono pubblicati con una licenza aperta (es. Creative Commons, IODL) che ne autorizza il libero utilizzo, download e riutilizzo — anche commerciale — in genere richiedendo solo di citare la fonte.
Cosa sono gli Open Data geografici?
Open Data con una componente spaziale — coordinate, punti, linee, poligoni — come confini amministrativi, infrastrutture o uso del suolo. Sono la base su cui si costruiscono Geoportali e progetti GIS.
Come vengono pubblicati gli Open Data geografici da un Comune?
Il dato viene organizzato in un database strutturato, esposto tramite servizi standard (WMS/WFS), catalogato con i suoi metadati e reso consultabile e scaricabile attraverso un Geoportale.
Che differenza c’è tra Open Data e Open Source?
L’Open Source è una licenza sul codice di un software; l’Open Data è una licenza sui dati. Sono indipendenti: esiste software proprietario che elabora dati aperti, e software open source che elabora dati chiusi.
Che differenza c’è tra Open Data e dati pubblici?
“Pubblico” indica chi detiene il dato; “aperto” indica le condizioni — licenza, formato, gratuità — con cui viene reso disponibile. Un dato può essere pubblico senza essere aperto.

Vuoi rendere accessibili i dati geografici della tua amministrazione?

Dalla banca dati al Geoportale: Vertical affianca le PA piemontesi nella pubblicazione e gestione dei propri Open Data territoriali.

Valuta il Geoportale Cartografico